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Una cosa è certa: nel mondo del lavoro, e quindi anche della comunicazione e della digital strategy, si impara sbagliando. Difficile che nessuno abbia mai sbagliato, difficile che tutti facciano sempre tutto giusto. Difficile anche che qualcuno racconti i propri errori. Naturale, direte voi, chi, per presentarsi ad un mondo tanto eterogeneo, numeroso, ricco di opportunità e insidie, racconterebbe quelli che sono i suoi errori? Eppure, io trovo che sia un atto di coraggio, sincerità e anche formazione. Probabilmente è un atto urgente, oggigiorno.

Parto io, dai, così sciogliamo il ghiaccio.

Uno degli errori ai quali sono più affezionata è stato quello che, qualche anno fa ormai, mi ha fatto fissare degli obiettivi di vendita online insieme al cliente senza spiegare a quest’ultimo che il suo sito e-commerce non era idoneo alla vendita.

Per idoneo alla vendita intendo:

  • Di aspetto gradevole: parlo di livello grafico (nessuno acquista da un sito che sembra fatto dal cugino, chi me lo dice che questo cugino non si occupi anche delle spedizioni o del pricing?)
  • Immediato: l’attenzione, che ve lo dico a fare, è calata parecchio negli ultimi anni. Se arrivo su un sito e non mi è chiaro chiarissimo il percorso di acquisto, rinuncerò in pochi secondi. A meno che non stiamo giocando a nascondino, naturalmente.
  • Con categorie ben definite: andreste mai in un supermercato che nella corsia della frutta tiene anche i pannolini per bambini? Senza contare che, al di là dell’esperienza dell’utente, anche un’attività di advertising sui social potrebbe scontare un problema di categorizzazione e, quindi, alla fine, di target. Come posso indirizzare le persone giuste in un’area del sito se i prodotti non sono categorizzati?
  • Pulsanti ben visibili: quel sito, quello dell’errore, aveva il pulsante del carrello colorato (e faccio per dire) con un grigino matita appena appena riconoscibile rispetto al fondo. “È elegante” mi disse il cliente. Non era elegante, era invisibile. Detto che l’eleganza è importante ma, nel mondo dell’acquisto, a meno di non vendere esperienze, e saremmo in tutt’altro ambiente, deve restare in equilibrio con la semplicità, ricordiamocelo: i pulsanti devono essere visibili.
  • Informazioni di acquisto e check out a prova di anti-tech: quel sito, lo ricordo come fosse ieri, era un ginepraio. Non solo per cercare il prodotto, non solo per trovarlo ma anche pagarlo era complicato. Quanti acquisti abbandonati nel momento dell’inserimento delle informazioni di pagamento.

 

È molto spiacevole dover dire a un cliente: guarda, anche se hai budget per me, per la mia consulenza, e per delle campagne adv, e dover consigliare un rifacimento del sito e-commerce che significa investire altro budget. Ma è necessario. È necessario per onestà intellettuale – quindi evitando di prendere ogni cliente come se fosse una sfida impossibile o un latin lover portare nel mondo della monogamia – fissare degli obiettivi ma soprattutto dei punti di partenza. Un errore, questo, che mi è stato molto utile e che non ho più ripetuto.

 

Chiedici informazioni: questo errore non lo facciamo più!

Mail: info@communikey.it
Tel: 339 7030745

 

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